Il momento surreale di Rusp@

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Il direttore – olio su tela cm. 80×100.

Qual è il fascino del surreale? Cercare di capire, indagare, svelare un fascino è sempre un’operazione difficile, ambigua e soprattutto a rischio di depressione: il fascino è un elemento magico, come un gioco di prestigio, se lo sveli troppo scompare e non ha più senso. L’elemento della seduzione del surreale, dunque, non è cosa conveniente da razionalizzare, da spiegare a parole, perché la parola spezza l’incanto. Cerchiamo di analizzare quali sono le corde interiori che ci rendono ricettori e sedotti dal surreale. Indubbiamente la prima corda del nostro animo che viene pizzicata dai surrealisti è lo stupore che la nostra mente prova nel vedere forme nuove, inaspettate dove dovrebbero esserci figure abituali, ma la seconda è il contatto sensuale con la fluidità di queste forme, laddove nel reale le immagini sono dure, una fluidità che fa vibrare le entità figurative della surrealtà nella vita interiore dell’artista. Questo avviene nelle opere di Rusp@, una visione continua su un mondo riplasmato dal sentimento che l’artista emiliano ha per la realtà, una raffigurazione di quel linguaggio interiore, universale e pre-linguistico che è la musica. Tutto nelle opere di Rusp@ viene agitato dalla musica, un suono muto che diventa danza di palazzi e di forme digitali si visualizza in questi dipinti e gioiosamente ubbidisce alla bacchetta dell’Artista- Maestro che, con affettuosa, allegra imperiosità, lo sveglia e lo dirige.   Alfonso Confalone di Firenze.

 

Il dipinto è stato copertina di un album musicale.

Greenhouse

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Greenhouse – olio su tela – cm.80 x 100 – anno 2010.
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L‘effetto serra ha sepolto con l’acqua la strada che porta al caseggiato,
gli amici fanno visita alla coppia di tenaci, che nonostante tutto, non vogliono abbandonare la loro casa.