Biografia completa di Rusp@ pittore

Sono nato a Castelnovo di Sotto R.E. il 15 Maggio 1946, il mio nome anagrafico è Ruspaggiari Gianni. Ho lo studio e l’abitazione in via Giusti 9 a Castelnovo di Sotto R.E.   

La mia poesia su tela.

Interiorizzo ciò che vedo, lo faccio mio e lo imprimo sulla tela. Ogni mia tela è frutto di un momento di vissuto che è una volta sola. E così di vissuto in vissuto mi sono rispecchiato nell’acqua dove le mie particolari case si riflettono; ho passeggiato sulle vie delle città morte; ho trascritto le mie sensazioni a contatto con il quotidiano; mi sono messo in movimento con gli oggetti; ho cominciato il mio viaggio nell’astrazione e nel surrealismo; ho sperimentato con ottimi risultati la pittura digitale; mi sono innamorato perdutamente di Venezia.  Questi sono i miei momenti di ricerca, esposizione, sperimentazione che mi portano a scrivere la mia poesia su tela.

Come è nato il mio primo dipinto ad olio.

Avevo 10 anni nel 1956 e la mia famiglia, composta da mio padre, mia madre, mia sorella e me, abitava due modeste stanze a pian terreno nel centro di Castelnovo di Sotto R.E. Mio padre e mia madre erano commercianti di scarpe e in più le riparavano in un negozio sotto i portici del paese. Dormivamo in quattro nella stessa camera da letto che aveva una porta di legno color verde pisello. A me non piaceva e chiedevo di dipingerla con un altro colore. Ma i tempi erano duri e iniziare l’attività in un negozio richiedeva sacrifici e rinunce. Così un giorno mi venne un’idea: comprai cinque tubetti di colori ad olio, logicamente i tre colori primari più bianco e nero, attesi che i miei genitori si recassero in negozio e, pennello in pugno, dipinsi un paesaggio sulla porta. Quando alla sera i miei genitori rincasarono … sorpresa! La porta aveva cambiato aspetto e il cambiamento metteva di buon umore. Non si arrabbiarono, anzi, da lì, iniziarono a pensare di avere un artista in casa.

Il mio cammino artistico.

Gli anni dell’adolescenza mi vedevano impegnato il mattino con la frequenza della scuola media e il pomeriggio da Evia Rizzi, maestra di musica che a Castelnovo di Sotto impartiva lezioni partendo dai solfeggi a chi desiderava impegnarsi nell’arte della musica. Successivamente a Reggio Emilia, due volte la settimana, praticai la scuola del Grande Maestro Mario Goi che mi impartì i primi rudimenti per suonare la fisarmonica cromatica. Prima della musica, un’altra passione premeva dentro di me: la pittura. Questa mi portava a disegnare e dipingere qualsiasi superficie mi trovavo davanti. Questo mi portò a studiare musica, frequentare lo studio del pittore William Lusuardi di Castelnovo Di Sotto e mio vicino di casa di allora. William mi insegnò mescolanze dei colori e tecniche pittoriche in generale. La musica mi tradì, suonavo uno strumento che fine anni 50 inizio anni 60 era sostituito dalla chitarra elettrica; tuttavia questa non fu la causa che determinò il mio allontanamento dalla musica (forse fu solo un pretesto); la pittura guidava la mia mano ad esprimersi graficamente. L’arte mi chiamava a se e la mia testa non pensava ad altro. Nei primi anni 60, mi iscrissi proprio a Castelnovo di Sotto ad una gara di pittura estemporanea (il mio primo concorso) e mi classificai al secondo posto. In questo caso l’allievo superò il maestro, infatti il mio nome era scritto davanti a William Lusuardi. Il successo riportato mi incentivò ad andare in giro per Paesi e Città dove si svolgevano gare estemporanee. Usavo un metodo di lavoro istintivo: girovagavo per le strade della località dove si svolgeva il concorso e quando trovavo l’ispirazione, posizionavo il cavalletto e cominciavo a dipingere il soggetto che avevo davanti. Se il quadro non mi soddisfaceva con una spatola raschiavo via tutto. Coprivo in seguito con cementite, compreso il timbro impresso dalle organizzazioni prima della competizione. Il timbro serviva per certificare il tempo, quattro ore, a disposizione per realizzare un dipinto. Alcuni quadri con cementite, crepavano vistosamente per lo spessore che ottenevano. Passavano gli anni e fu tempo di leva; destinazione “Divisione Folgore” distaccamento di Gorizia. Un giorno nel cortile della caserma, presi un foglio e una matita e mi misi a disegnare la palazzina degli Ufficiali (unico scorcio discretamente suggestivo). Passò di lì il mio Capitano e incuriosito, si mise a guardare il mio disegno. Mi fece poi alcune domande sul motivo per il quale disegnavo la palazzina. Una volta spiegata la mia grande passione per l’arte, mi fece proposte di dipingere alcuni quadri ad olio per la caserma, soprattutto per il refettorio. Naturalmente accettai, avrebbe pagato tutto lui, tele e colori, e in più mi avrebbe messo a disposizione il suo ufficio quando non era in servizio. Mi sembrava di essere ai tempi delle corti dei Nobili quando i pittori erano chiamati per dipingere ritratti e scenari d’epoca. Finito il servizio militare, causa un lavoro che mi faceva girare molto, ho fatto un’interruzione pittorica. La ripresa dopo una decina di anni è stata traumatica e molte opere non erano neppure presentabili. Dal 1985 in poi ho lavorato tantissimo, anche di notte pur di raggiungere i risultati che mi ero prefissato, come la mia prima personale nel 1987. Da quella data in poi tutto è documentato su giornali, cataloghi, pubblicazioni, nel mio blog e altri siti internet. Nella biblioteca Panizzi di Reggio Emilia son depositate 10 pubblicazioni con nome Rusp@ Gianni Ruspaggiari. Nel 2002 ho assunto il nome d’arte Rusp@ e di conseguenza tutte le mie opere da quella data sono firmate Rusp@. Da segnalare la monografia edita da Pegaso di Firenze “Rusp@ artista al passo coi tempi” del 2009, con prefazione di Fabrizio Borghini di Firenze. Sono stato il primo pittore ad allestire nelle mie terre una mostra di pittura digitale nell’anno 2.000 a Palazzo Bentivoglio di Gualtieri.

Ho anche altri interessi di Cultura generale, come la genealogia e la storia locale.

Ricerca sul cognome Ruspaggiari.
Tutti i dati sono stati raccolti nella zona di Reggio Emilia e provincia.
Per cinque anni in Archivio Di Stato e Vescovile (dal 1996 al 2000), in archivi Comunali e Parrocchiali ho portato avanti una ricerca sull’origine e la provenienza dei Ruspaggiari, che, grazie a una buona dose di fortuna, mi ha permesso di trovarne tracce nel medioevo. Ho avuto l’opportunità di rintracciare moltissimi documenti originali ed ho inserito le loro fotocopie in un dossier di oltre cento pagine illustrate e commentate introducendo cenni di storia Reggiana. Ho un quadro generale di tutti i miei antenati, dei loro figli, delle loro mogli, dei loro mestieri e delle loro proprietà. Ho inoltre tutti i certificati di battesimo e di matrimonio a partire dal 1559. Il dossier si divide in due parti: nella prima sono narrati i Ruspaggiari in generale dalle origini all’inizio del 1600 con alcuni cenni fino al 1850, nella seconda parte sono descritti i Ruspaggiari del mio ramo diretto con la stesura del mio albero genealogico dal 1532 (certo al 100%). Più indietro del 1532 conosco le probabili famiglie di provenienza, attraverso documenti di Archivio di Stato, ma, date le interruzioni, non azzardo affermazioni certe. Ho la situazione dei Ruspaggiari nel medioevo. Ho trovato le prime famiglie Ruspaglara (così era il mio cognome in quell’epoca) nel 1315, ho scoperto l’origine del mio cognome.
La famiglia del mio ramo diretto si trasferì da Reggio Emilia dentro le mura a Castelnovo di Sotto nel 1779.

Ho scritto un libro sulla vita di mio padre che fu Patriota combattente nella seconda guerra mondiale, prima in Iugoslavia e poi con i Partigiani Castelnovesi del 77° S.A.P con il nome di battaglia “Carabina”.                                                                                             

Un fatto curioso e interessante avvenuto a Reggio Emilia.

Nel 2007 ho partecipato con una pagina a Periferica “Teatro dei Quartieri pagine di diario urbano”, scatti che raccontano la città che si trasforma spaventa e stupisce. Un violento temporale nel 1998, provocò numerosi danni a Reggio Emila e provincia. Fra questi un albero secolare (Frassino Americano risalente al tempo delle mura di cinta della città) sito in Viale Isonzo angolo Viale Allegri. Il maestoso albero aveva riportato notevoli “ferite”: rami spezzati e il tronco dimezzato. Soccorso da tecnici competenti l’albero ricominciò lentamente a germogliare e dopo nove anni ha riassunto il suo vigoroso aspetto. Io l’ho fotografato per nove anni in varie stagioni seguendo tutta la sua faticosa ripresa e la sintesi delle fotografie sono state inserite sul Diario urbano di Periferica.   

Il primo gruppo digitale Reggiano:  

Rusp@ e il gruppo RuNeGh.
Il gruppo digitale RuNeGh nasce nella primavera del 2011, inizialmente a cura di tre artisti Reggiani, impegnati nell’ambito della pittura e della grafica, che hanno dato al gruppo l’acronimo, sfruttando le prime lettere dei loro nomi e cognomi: Rusp@ pittore, Nero Levrini, Luca Gandolfi. Ai tre fondatori reggiani del primo gruppo digitale si è aggiunta, nella primavera del 2012, l’artista modenese Alida Bertelli, pittrice digitale, frattalista.

Rusp@.

Biografia completa di Rusp@ pittoreultima modifica: 2016-05-21T09:41:25+00:00da ruspapittore
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